Quanto vale un sito web? I prezzi nel web design italiano

Di recente sono stato invitato da parte della mia amica Michela Chiucini, a un gruppo su facebook, web designer italiani, creato da Giuliano Ambrosio.

Da subito dal’apertura del gruppo una delle discussioni più “coinvolgenti” è quella che riguarda i prezzi e come comportarsi, a ore, a progetto, listini etc. Come da classico copione quando noi web designer ci confrontiamo in gruppo, è inevitabile che si apra una discussione sull’argomento. icon smile Quanto vale un sito web? I prezzi nel web design italiano

Sicuramente uno dei problemi principali per il nostro lavoro è la “sottovalutazione” del web designer , o comunque l’associazione tra un web designer freelance e il geek-mago del pc che ti fa il sito in 5 minuti, o quasi.Questo ha sempre portato a dei problemi di “confronto con il cliente”. Anche se noi veniamo visti come una sorta di “privilegiati” (“beato te che lavori da casa”, “eh tu premi qualche tasto e lavori tranquillo seduto” … “lavori nell’informatica sei ricco” …etc.etc) per l’idea che l’informatica stessa rende alla gente(Bill Gates), in realtà il nostro lavoro è “stra”-sottovalutato!

webdesigner Quanto vale un sito web? I prezzi nel web design italiano

Un proprietario di un ristorante in un paesino vicino al mare,come dove vivo io,  non avrebbe problemi a pagare 120 euro al giorno a un imbianchino mentre non credo spenderebbe 1000 euro per fare un sito internet, il secondo investimento non viene considerato alla pari del primo( e questo indipentemente da quanto chiederete per il lavoro).

Ho iniziato facendo qualche paginetta anche per 100 euro … dalla paginetta si passava a 2-3 mesi di costante contatto-conflitto con il cliente e alla fine si finiva nel modo più “umiliante” per un web designer, il cliente si trasforma in una sorta di “creative director” e noi diventiamo la sua manovalanza, e li nascono quelle vergogne che subito nascondi dal tuo portfolio. Purtroppo a me agli inizi questa situazione è capitata diverse volte, devo ammetterlo senza problemi, allora come ovviare a questo? Ci ho pensato tanto,fare dei listini? Lavorare a ore? al giorno? No, io non credo, ogni sito web, ogni progetto ha un suo valore, iniziale e continuativo nel tempo, anche il solo creare due siti di ristoranti non vuol dire fare lo stesso prezzo o fare 2 doppioni(anche a livello di progettazione, e non solo quella grafica), magari il primo punta molto sull’ aquisire nuovi clienti sul web, il secondo vuole solo riempire quella pagina vuota del suo “www che ha comprato su aruba” …

Sul sito di Elliot Jay Stocks, nella pagina contatti, cliccando su “I’d love to hear from you!” , appare un box con alcuni “consigli” per selezionare già direttamente dal contatto primario via mail, il potenziale cliente.

  • Descrizione del progetto
  • tempi di realizzazione
  • Budget iniziale

Questi e potenziali fattori selezionano il cliente:

  • Un breve descrizione del progetto
  • Un cliente con le idee chiare sul progetto
  • Il tempo, il cliente è consapevole dei tempi di realizzazione e infine il budget, in questo caso abbastanza alto, che definitivamente seleziona il cliente.

Questo è uno standard per il primo contatto, ma quella frase “I’m usually unable to take on design projects with a budget lower than £5000.” cambia le cose.

In parole povere, non prende lavori al di sotto di 5000 sterline. Tralasciando chi è lui, e naturalmente spiega il perchè di uno start budget cosi alto, quello è il concetto che io credo valga nel valutare il sito web, partendo proprio da chi, come noi, non ha la reale possibilità di selezionare un cliente come Stocks può invece fare.

Il concetto è quello di valutare un valore minimo, anzi di partenza, del proprio lavoro, e dei progetti su cui lavorare, in base al nostro modo di lavoro, tempi e qualità del lavoro. Non un fisso a ore, o giornaliere, ma una base dalla quale stabilire prezzo  tempi e qualità del lavoro.

Quanto vale per noi un sito internet?

Qualunque sia il progetto, anche minimo di 4-5 pagine, oggi richiede tempo. Con l’avvento dei social network la nostra mole di lavoro è aumentata, tutti  i clienti vogliono la paginetta facebook, inclusa nel lavoro, tutti oggi hanno capito quanto importante sia google e essere nella parti alte, anche per un sito o per la propria immagine, questi concetti, per alcuni clienti, sono associati alla parola “gratis”, quindi perchè non calcolarli invece nel costo del progetto?

Io non credo che un sito abbia un valore inferiore a 600 -700 euro. Questo lo calcolo in base ai miei metodi  e tempi di lavoro, e a un personale “calcolo” basato sulle mie esperienze passate e sui costi sostenuti rapportati ai guadagni. Questo è il minimo che ho scelto io, al di sotto del quale preferisco non accettare lavori.

Invece di fare listini o altro, io preferisco “selezionare” il cliente e essere libero di stabilire il prezzo dopo aver valutato il progetto, e non stabilire un prezzo a priori. Non fraintendetemi, questo non è un discorso arrogante o da chi ha iniziato da poco a smanettare con css si crede ( di “poter mettere il cliente a 90” come dice la brava Pikadilly ) l’esempio citato parla di una persona conosciuta a livello mondiale nel suo campo, e per questo il suo start-budget è di un certo livello che sono in pochi a potersi permettere, ho usato la sua pagina come esempio perchè esprime al meglio il concetto che volevo esprimere. La mia decisione è stata frutto di anni di “lotta” continua per far capire almeno considerare il nostro come un lavoro, anche se lavoro da casa e non ho un ufficio e una segretaria, allora preferisco perdere chi so già che non avrà “rispetto” del mio lavoro, e alla fine perderò solo tempo che a questo punto è meglio dedicare ad altri progetti più redditizi.

Quello che voglio spiegare è semplicemente che non dovremmo “venderci” come purtroppo accade e anche il presupposto del prezzo, definisce non il livello di bravura, ma di professionalità del freelance stesso, chi accetta di fare un sito per 200 euro probabilmente verrà visto con una sorta di “inferiorità” da parte del cliente, soprattutto se a questo unisci la giovane età!  Ma poi perchè impelagarsi con situazioni del genere e essere costretti a lavorare su più siti in contemporanea(se siete fortunati!!) per guadagnare quello che si potrebbe guadagnare realizzando 2 soli siti al mese, magari lavorando 4 ore su uno e 4 su un altro ?

lo so che a parole è facile, nei fatti poi, quando devi pagare INPS, bollette, etc, sei costretto a cedere, verissimo! verissimo! Ma siamo sicuri che alla lunga questa strategia paghi? Un strategia basata sul “pochi maledetti e subito” può essere vincente alla lunga? A mio giudizio no.

Provo a fare un esempio :

Mi contattano i due potenziali clienti per fare il sito ai loro due ristoranti, entrambi vogliono un sito con le classiche pagine.

  • Chi
  • Dove
  • Contatti
  • Foto gallery
  • Menu.

Il ristorante 2 è il classico cliente che vede il web come  ”animated gif + comic sans “, perchè quello è il concetto che hanno di web e pensano che facebook(alcuni peggio ancora IE) sia internet.

Il ristorante 1 invece ha una mezza idea di cosa sia il web, sa leggere le mail e navigare siti che non siano solo facebook.

Entrambi hanno in testa di non  spendere più di 300 euro.

Una volta io avrei pensato cosi : bene faccio due siti uguali, cambio colori, logo e testo, 600 euro guadagnati in meno di 2 settimane?

Oggi invece agirei in modo diverso. partendo dal presupposto che il ristorante 1 è quello su cui ho deciso di puntare.

Spiegherei che non esiste un sito internet che vale 300 euro, cosi come non esiste un cameriere che lavori un mese per 300 euro. Cercherei di fargli capire l’importanza e il valore del sito stesso, gli parlerei di google, di facebook e della potenza dei social network in generale, sempre senza usare sofisticati linguaggi da geek, ma al contrario in modo chiaro ma diretto. Quanto tempo ci mettiamo a fare il sito di un ristorante?

  • 1 settimana : ricerca, selezione materiale fornito dal cliente, logo, colori, ispirazione.
  • 2 – Inizio a creare il progetto, sketch, wireframe, mockup, anteprima di 2-3 immagini da mostrare al cliente .
  • 3 settimana coding.
  • 4 settimana ottimizzazione, analytics,seo,social, pagina facebook  etc.etc.

Prendendo ad esempio che riesco a convincere i due clienti della spesa, considerando che metà della giornata lavori su un sito e il resto della giornata su un altro. In un mese guadagno quello che prima guadagnavo con il doppio di lavoro, posso concentrarmi solo su 2 progetti e quindi rendere al meglio, avendo tempo per poter organizzare il lavoro al meglio, fare un buon lavoro vuol dire lavorare bene, organizzati, non solo essere creativi.

Naturalmente ci sarebbe l’altro lato, nessuno dei due intende spendere 600 euro per farsi fare il sito. Questo significa che probabilmente non ha tanta intenzione di farlo, li perdo entrambi che si rivolgono al classico esperto di “Joomla” o affini che con un template, il cms e 50 euro gli fa tutto, oppure a quella agenzia che è conosciuta è professionale e non è hanno un CEO in giacca e cravatta, non un ragazzo in jeans ….

Noi abbiamo perso soldi, si è vero, ma non tempo, tempo prezioso che possiamo dedicare, in mancanza di lavoro commissionato, al nostro sito, a qualche nostro progetto a migliorare le nostre qualità o la nostra immagine oppure nel ricercare altri clienti. E siamo sicuri di aver perso soldi? Se avessimo accettato i due lavori forse avremmo perso più tempo senza guadagnarci alla fine ciò che realmente spetta per quel tipo di lavoro, avremmo lavorato a due progetti senza voglia( i soldi invogliano non la gloria, non credete a chi vi dice il contrario icon wink Quanto vale un sito web? I prezzi nel web design italiano ), in modo frettoloso, e il nostro accettare il budget basso dirà al cliente: si!mettimi a 90icon wink Quanto vale un sito web? I prezzi nel web design italiano

Per esperienza personale posso dirvi che nel 95% dei casi almeno uno dei due clienti ritornerà, perchè il suo sito è stato hackerato con joomla o perchè non riesce a usare i moduli o i plugin di wordpress, perchè si è rivolto a  una agenzia o una un grafico pubblicitario che come extra fa siti, ma ha speso più delle 300 euro prefissate senza ottenere nulla, o perchè quel CEO alla fine gli ha fatto spendere tanti soldi dopo averlo convinto parlando nel perfetto inglese “business style” del quale molti dei clienti si innamorano a primo “udito”. icon wink Quanto vale un sito web? I prezzi nel web design italiano

Credo che la cosa più importante per un freelance è avere la stima del cliente, e per noi,visti come geek-designers, è da sempre un problema. E la stima si conquista dimostrando la nostra professionalità e serietà, nello stabilire il prezzo cosi come nei tempi di consegna, o nel seguire le linee guide da lui indicate, nel creare siti usando standard, che siano funzionali, che vadano bene su tutti i browser e che, in generale siano semplicemente lavori fatti bene, cosi come l’imbianchino rifà l’interno bene e fa fare la sua bella figura con i clienti, cosi possiamo fare noi per la sua immagine sul web, e senza dubbio, se si crea una situazione di professionalità e serietà da entrambe le parti, con i giusti tempi si lavora meglio e decisamente si ottengono risultati migliori. .)

Voi? Come vi regolate con i prezzi?

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24 commenti

  1. Salmen Dice:

    Ottimo articolo Antonio ;) … pensa che una volta un cliente mi aveva chiesto di fare un sito , abbiamo fissato un budget di 450€ , ma poi ha iniziato a chiedermi : Logo + Biglietto da visita+ carta intestata ( tutto incluso nei 450€ )…. e alla fine in quale hosting metterò il sito per controllare i prezzi ….

    Che tristezza

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  2. Luca Dice:

    Concordo pienamente su quanto dici. Unica cosa che mi sento di farti notare e’ che non e’ detto che chi fa un sito in joomla debba per forza farlo pagare poco. Io uso Joomla solo come motore dei contenuti per mia comodita’, ma lo stesso faccio uno studio della grafica, mando 3 o 4 proposte al cliente e poi ci costruisco il template. Poi pero’ gestisto anche la messa in sicurezza di Joomla, protezione cartelle con htaccess, tabelle del db con nomi non standard, ecc ecc. Nulla mi vieta di togliere il CMS e costruire una pagina alla volta con i contenuti non dinamici. Per il resto ti do ragione, un cliente mi ha detto “ma se usi un programma free perche’ costa cosi’ tanto” al che gli ho risposto “se vuoi mi paghi meno e uso una grafica free ma non chiedermi NESSUNA modifica e non venirti a lamentare se un giorno il sito sara’ KO” cliente avvisato…

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  3. Eduard Dice:

    450 euro… due pagine? :-)

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  4. admin Dice:

    @Luca: Joomla come tutti i CMS serve per gestire i contenuti, io parlo di chi vende siti a 50 euro installando CMS e template. Quella è una semplice installazione, non è fare un sito internet.
    Quando lavori come fai tu, allora il discorso è diverso e si ritorna a ciò che dicevo io, lavorare bene e in modo professionale, cms o non cms, proprio per questo avere un sito usando Joomla fatto da te è diverso da avere un template free installato da qualche pseudo web designer ….. per questo il tuo lavoro vale molto di più :)
    Nulla da dire su chi usa Joomla(che ammetto di non amare molto :P ), era giusto per portare l’esempio di un cms.

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  5. Gee Dice:

    Questa sicuramente la conosci…ma e` rivelante…succede cosi`…
    http://theoatmeal.com/comics/design_hell

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  6. admin Dice:

    Si che la conosco :) triste realtà come vedi non ristretta solo all’ Italia. :P

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  7. Ahimè, è la triste realtà di quanto la nostra professione sia palesemente sottovalutata. Se aggiungi poi come nel mio caso la giovane età il mix catastrofico è perfetto.

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  8. Rosario Dice:

    Ciao Antonio, ottimo articolo.
    Un fotografo mi ha chiesto un sito basato su flash, io visto che era del luogo, ho chiesto 500 euro, (il sito comprendeva, area amministrativa, tutta creata da zero, gallerie in flash, animazione per pagine, e molto altro). Lui mi fa “no ma è troppo, io volevo spendere intorno a 200 euro”. Io l ho salutato ed ancora lui è li senza sito web.

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  9. Giovanni Dice:

    Io ho posto la mia tagliola a 600 euro, con la condizione che il cliente si accontenti di un layout HTML+CSS o di un tema per WordPress già preconfezionato, con eventuali aggiustamenti di colore in base al materiale grafico esistente. E’ compresa l’analisi dei backlinks dei primi 10 risultati su Google per una chiave di ricerca predefinita e l’assistenza iniziale per riempire il sito con testi e foto. Il rinnovo del servizio di hosting (ho un mio VPS) è fissato sui 60 euro. Tutto questo per quello che riguarda iniziative di una singola persona: professionisti, bloggers.

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  10. Flavia Dice:

    E’ un ottimo articolo ma, come è stato già detto in precedenza, non è sempre facile applicare il tuo ragionamento.

    Io ho quasi 24 anni e vivo in una regione dove è molto difficile che ci sia un cliente che accetti di farsi fare un sito pagando minimo 600 €. Ricevere tanti “no, è troppo, massimo 200 € e poi sei giovane e non sei laureata, chi mi garantisce l’ottimo risultato?” è sconfortante e ogni mese avevo seri problemi ad autofinanziarmi.
    Questo è stato il motivo principale che mi ha portata ad abbandonare il webdesign.

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  11. admin Dice:

    Ti capisco benissimo! Ma non vedo perchè abbandonare il web design per questo :)
    Pensaci bene , non ha senso aprire una partita Iva investire denaro per 200 euro … è quello che dico. Ma non per questo devi fermarti, se devi avere un rompiscatole fra i piedi per due mesi che alla fine ti da solo 200 euro (magari controvoglia) allora meglio mandarlo a quel paese e spendere quei due mesi per lavorare sul tuo sito /Blog, crearti una buona rete di contatti, magari qualche articolo su qualche blog di nicchia, qualche “lavoro” gratis regalato(temi, wallpaper, tutorial,psd etc.), ti fai un “nome” e magari alla fine il tuo blog ti fa rendere piu di 200 euro ogni due mesi (perchè so che con certi clienti meno di due mesi non teli togli dai piedi)…

    Quindi, quel cliente finirà a rompere le scatole a un altro o non avrà mai un sito internet, tu invece hai acquisito esperienza, ti sei fatta conoscere, cominci ad avere un portfolio, cominci a guadagnare qualcosa e poi decidi se vale la pena pagare la macchina blu di quelli che ci chiamano terroni ;)
    Non mollare per questi clienti, magari i problemi ci sono lo stesso, ma non avere questo tipo di persone tra i piedi è un problema in meno. ;)

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  12. filippo muriandi Dice:

    Ragazzi, 600 Euro per un sito web qualunque, se fatto professionalmente e RIDICOLO. Non si può anzi, non si deve fare!
    Così stiamo distruggendo tutto, la professinalità ha un prezzo, e non è quello.
    Non c’è solo il costo del lavoro, il know how ha valore!!!
    Questi prezzi non portano ad altro che a insoddisfazione, lavori mediocri, insoddisfazione da entrambe le parti.
    Quale dei vostri clienti lavora per meno di 200 Euro al giorno?
    L’idea creativa poi? Quella non ha valore?
    Sono certo che sia pieno di free che l’hanno messa n un cassetto disposti solo a portare la pagnotta a casa, ma un briciolo di orgoglio non guasterebbe.
    Il Senso di tutto questo è la rovina di un mestiere!
    :-(

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  13. admin Dice:

    @Filippo : aspetta un attimo. Io non parlo di 600 euro come misura standard,ma del valore minimo, iniziale, che do a un progetto, qualunque esso sia. Poi il prezzo lo stabilisco dopo aver visionato il progetto. Cioè per i clienti che ho io, per il luogo dove vivo e per le mie esperienze precedenti, uno che vuole spendere meno di 600-700 euro per un sito, mi porterà solo problemi e niente soldi concreti. Le 600 euro sono un limite per selezionare il cliente e valutare, partendo da un punto minimo di partenza, la qualità del mio lavoro.

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  14. Ciao Antonio. Un saluto a tutti.
    E’ bello confrontarsi su queste tematiche!
    Io credo che la centralità di tutto stia nell’esempio che porti del proprietario del ristorante che spenderebbe 150 € al giorno per un imbianchino, ma non per la realizzazione del suo sito.
    E’ vero ciò che dice Flavia sulle difficoltà, soprattutto agli inizi, di trovare dei clienti decenti, come quello che sostiene Fillippo sull’importanza di non svalutare il proprio lavoro.
    Si apre così un bivio: o si iperselezionano i clienti, considerando solo quelli che percepiscono il valore di un buon sito (sarà però molto difficile approcciare questi clienti per chi è agli inizi), o si cerca di “istruire” i propri potenziali clienti cercando di renderli consapevoli dell’importanza del lavoro svolto e del valore aggiunto che un buon sito può portare alla sua attività.
    Mi sembra tu stia andando in questa direzione, che condivido!
    E’ impressionante quanta ignoranza ci sia fra la gente su questo campo: basti osservare la miriade di siti “fai da te” sparsi per il web… chi riesce a pubblicarsi un sito da solo si affeziona al proprio prodotto… e non ci si rende conto che un sito così non solo non serve ma fa anche danno!!!
    D’altra parte chi conosce il valore di una buona immagine, di un’immagine correttamente studiata sui valori e gli scopi dell’Azienda-Cliente… solo gente del settore e una cerchia di Clienti ben istruiti!

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  15. admin Dice:

    Ciao Rosanna, grazie per il tuo intervento.
    Riprendendo il discorso di Filippo, io ho stabilito un mio start budget, in base a una serie di parametri :

    esperienza precedente
    tipo di clientela abituale
    zona dove lavoro
    tempi
    et.etc.

    in base a questi parametri io inizio a valutare un progetto da questa cifra come punto di partenza. al di sotto di questa non ritengo conveniente fare il lavoro.

    Naturalmente uno che vive a Milano, per esempio, cambia il suo budget, cosi come da me in Calabria con 400 euro affitti una casa, mentre a Milano se hai fortuna una stanza. :P
    Se la maggiorparte dei siti li fai “localmente” (come accade per molti freelance, specie agli inizi) devi anche considerare dove vivi.

    Se stabilissi un minimo di 1200 euro, probabilmente dalle mie parti non lavorerei mai, magari a Milano il discorso regge.
    L’importante è stabilire quel limite che ti permette di selezionare il giusto cliente e il giusto progetto. ;)

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  16. Quirky Dice:

    io cerco di non scendere sotto i 1000 euro. Preferisco lavorare meno ma cercare di dare un prodotto di qualità e non farmi sottopagare.

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  17. GaSe Dice:

    Premessa: ho chiuso la mia P.I. da circa un’anno e insieme ad un mio amico stiamo cercando adesso di rimetterci al passo.
    Attualmente lavoriamo con ritenuta d’acconto, chiusa premessa.

    Ovviamente visto gli introiti annuali, non faccio “solo” grafica/web, ma nel territorio in cui opero è dura.
    Prima che ero solo e facevo solo questo, non mi potevo lamentare, il bilancio annuale non era eccezionale, ma lo stipendio usciva al mese.
    Poi crisi economica (lavoravo offline), alcuni miei errori e scelte probabilmente errate, mi hanno portato a prendere la decisione di chiudere la mia P.I.

    Oggi continuo ad avere un listino prezzi che probabilmente e alto per molti potenziali clienti, ma preferisco non avere rapporti con persone che con 200/300euro vogliono il mondo.

    Da un paio di mesi mi sono venute in mente varie idee e per mancanza di tempo li sviluppando solo ora, sperando che operando invece che sul territorio in cui vivo, ma sulla rete le cose possano essere un attimo diverse.

    Come mi disse un mio caro conoscente:”i soldi si fanno con la bocca e non con le mani”, tradotto:”se ci sai fare con le persone fai soldi, se sei una gran professionista ma con le parole non sei un gran che, beh…”

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  18. Ciao a tutti e ciao al mio amico Antonio…

    vado ad esporvi la mia teoria..

    innanzitutto spero stiate parlando di cifra nette (escluse iva o ritenuta). E ovviamente spero parliate di lavori regolari e fatturati. In questo caso chiedendo 600€ netti per un lavoro dovete tenere conto che circa il 25% se ne va in previdenza. Quindi in questo caso siamo già scesi a 450€. Il lavoro lo fate con un computer, una adsl e con dei programmi registrati il cui costo va spalmato sulla totalità dei lavori che fate: immaginiamo una spesa annuale di 2000€ e un monte lavori di 24/anno. Togliamo altri 85€ e arriviamo a 365€. Il commercialista per poco che lo paghi almeno 500€ che diviso per i 24 lavori di prima significa togliere altri 25€. Arriviamo a 340€. Lavoriamo a casa quindi niente affitto per l’ufficio ma paghiamo comunque delle bollette… tra una balla e l’altra abbiamo dimezzato il nostro guadagno.

    tutta questa pappardella per dirvi che io per 600€ non faccio un sito e non accetto il cliente che sicuramente andrà dal tipo smanettone che vive a casa con i suoi, lavora in nero e utilizza programmi crakkati. Se ci mettiamo in competizione con questo smanettone per forza di cose la nostra professione sarà sempre più svalutata.

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  19. admin Dice:

    Ciao Enrico!
    Forse ci si sta focalizzando troppo sulle 600 euro. Non vale la pena parlare di soldi o prezzi, fissi, altrimenti si torna al discorso del listino!
    Il concetto è stabilire un prezzo base dal quale partire, questo prezzo serve per escludere progetti e clienti noiosi e che non vogliono spendere soldi …..
    A Barcellona non ho mai fatto siti per 600 euro, non li farei a Milano, ma dove vivo io, ho capito che questo è lo standard al di sotto del quale non andare. Non possiamo fare paragoni sui prezzi se viviamo in due realtà distinte.
    Il discorso di Enrico è giusto, ma bisogna considerare dove si vive.
    fare il sito di una piccola attività,come un ristorante, con 5 pagine e una foto gallery per 600 euro non è poco in Calabria, al contrario, se trovi uno che per una cifra del genere vuole fare il sito, allora probabilmente hai trovato un buon cliente, magari a Milano il discorso cambia, come cambiava per me a Barcellona, ma qua la realtà è diversa, gli smanettoni fanno i siti per 50 euro, non 400 …..
    I clienti pensano che un sito si fa in 10 minuti e si spendono 50 euro +dominio …..

    Quindi in base ai miei calcoli 600 euro sono una base minima su cui impostare un discorso per fare un lavoro a un cliente, nella mia realtà calabrese.

    parliamoci chiaro, la maggior parte di noi lavora su base locale, non su base nazionale o altro, almeno fin quando non hai un “nome”.
    Il discorso è scegliere un prezzo al di sotto del quale non scendere, quel prezzo valuta il lavoro minimo da fare, per ognuno di noi è diverso.

    Come per i software, io anni fa comprai dreamweaver, oggi non farei mai più quell’errore, ho textmate con licenza vinta in un giveaway e uso css edit. In piu ho photoshop comprato di seconda mano.

    Sui smanettoni e i software craccati, sorvoliamo ….. non basterebbe un libro per parlarne …

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  20. webbografico Dice:

    Ho preso la cifra di 600€ come partenza per dimostrare quanto ti rimane in mano per il lavoro tolte le spese. Anch’io non uso dreamweaver e uso textmate, coda e cssedit (comprati per pochi spiccioli) ma comunque senza photoshop per quanto mi riguarda la vedo dura. Per quanto mi riguarda perr un sito dinamico molto molto semplice non scendo mai sotto i 1000€… faccio pochi siti ma ci lavoro parecchio e sono soddisfatto del risultato invece di farne il doppio per gli stessi soldi e non metterli nel portfolio perchè fanno schifo. Capisco il discorso locale e sicuramente per un sito di un ristorante non serve un cms ma 4/5 pagine statiche..

    comunque il mio consiglio è non svendersi perchè si sparge la voce e poi tirar su i preventivi quando diventi più bravo e meriti più soldi è molto dura

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  21. Pikadilly Dice:

    Ciao Antonio,
    argomento interessante dentro il quale nuoto insieme ai miei innumerevoli dubbi.

    Ma per ora ho messo in pausa l’argomento. Sto facendo sconvolgimenti interni al mio lavoro che probabilmente sfoceranno nel “Clienti? No, ho smesso”. :D

    Ti ringrazio della citazione, l’ennesima. Di’ la verità, vuoi una doppia cesta di salumi, eh? :D :D

    Continua così. ;)

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  22. admin Dice:

    @Pikadilly: la cesta mandamela a casa grazie ;)
    Scherzi a parte, era troppo forte la storia del cliente messo a 90°(che poi di solito è sempre il contrario). ;)

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  23. Pierluigi Della Sala Dice:

    Ciao Antonio complimenti per il tuo articolo è davvero interessante e racconta precisamente la realtà dei fatti.
    Sono d’accordo con webbografico,Gase e con la maggior parte di voi riguardo i costi che dobbiamo affrontare per i quali 500-600 e anche 700 € sono pochi per un sito web fatto come si deve.
    Questo “adeguarsi” alla massa e a chi regala siti web “vd.impresa semplice telecom” oppure “seat pagine gialle” non fa altro che portarci ad una svalutazione complessiva di ciò che facciamo.
    Vedere le grandi aziende sopracitate che cercano di rubare il lavoro dei professionisti mi fa rabbia.
    Voi direte, si ma i loro template fanno pena non c’è da preoccuparsi… e su questo non ci piove! Il problema è che il 90% dei clienti (ignoranti e senza alcun idea di cosa sia la comunicazione pubblicitaria), alla parola GRATIS perdono i sensi.
    Allora che dire, adeguarsi? Sottovalutarsi?
    ASSOLUTAMENTE NO!
    Con 400€ di affitto di un agenzia , 100€ di telefono , 70-80 di elettricità, iva,inps,contributi e tasse varie ditemi voi se è giusto lavorare 1 mese per guadagnare 200€.
    Solitamente bisogna considerare tutto , anche il dover andare sul posto a fare le foto, perchè è tempo e il tempo è uguale a un costo.
    Se il cliente non viene da te e tu devi fare 50km per raggiungere il luogo, spenderai soldi di benzina,di autostrada e altro tempo.
    Un cliente voleva un sito in flash amministrabile+multigallery+intro+servizio fotografico+10pagine per 700€ perchè un amico del cugino (smanettone senza alcuna qualifica) glielo aveva proposto a questo prezzo.
    Io gli ho risposto così:
    “sicuramente ci sono persone che te lo faranno per 200€ così come altri te lo faranno per 2000€, così come ci sono le pezze dei mercatini per strada e i negozi di alta moda, poi sta te decidere.

    Se volete vendere le pezze o gli abiti su misura sta solo a voi la scelta.Non è una critica ma un consiglio.
    Perchè, parliamoci chiaro, essere sottopagati non fa bene ne al nostro morale,ne alla nostra tasca e tutto ciò si riflette in lavori scadenti.
    I siti web a 200-300€ io li ho fatti , ma solo agli amici stretti o ai parenti, gl’altri non li considero.
    Ciao a tutti.

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  24. STEFANO Dice:

    Minimo 1500/2000 altrimenti non ha senso.

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